Nella quarta serata della 76ª edizione del Festival di Sanremo, dedicata alle cover, Tredici Pietro ha sorpreso il pubblico esibendosi insieme al padre Gianni Morandi sul brano Vita, scritto da Mogol e Mario Lavezzi e portato al successo da Lucio Dalla e Morandi nel 1988. L’esibizione ha generato grande emozione tra gli spettatori del Teatro Ariston, culminando in una standing ovation che ha celebrato la complicità tra padre e figlio.
Un momento di connessione tra generazioni
Sul palco, Tredici Pietro ha iniziato le prime note della canzone accompagnato da Galeffi e Fudasca & Band, quando improvvisamente dalle quinte è apparso Gianni Morandi. L’ovazione del pubblico ha sottolineato l’importanza simbolica della scena: un passaggio di testimone tra generazioni, reso tangibile dalla complicità e dagli sguardi condivisi tra i due.
Morandi ha commentato il duetto definendolo “un’emozione diversa da tutte le altre” e ha raccontato quanto fosse incredulo e orgoglioso di poter condividere il palco con il figlio. “Quando mi ha chiesto di essere lì con lui a Sanremo ero incredulo. Lui, così indipendente, così determinato a costruire la sua strada da solo, mi ha davvero spiazzato”, ha scritto sui social, aggiungendo un ringraziamento sentito a Pietro per questo momento speciale.
La carriera di Tredici Pietro
Tredici Pietro, all’anagrafe Pietro Morandi, è nato a Bologna il 9 agosto 1997. Ha debuttato al Festival di Sanremo 2026 con il brano Uomo che cade. La sua carriera musicale è iniziata nel 2018 con il singolo Pizza e fichi, seguito nel 2019 dall’EP Assurdo e nel 2021 da X questa notte. Il suo primo album, Solito posto, soliti guai, è uscito nel 2022, mentre nel 2024 ha pubblicato Non guardare giù, segnando una maturazione artistica verso sonorità pop-rap. Il 27 febbraio 2026 è stata rilasciata un’edizione speciale dell’album, Non guardare + giù, che include l’inedito sanremese Uomo che cade.
Il significato del brano “Vita”
Vita affronta il tema della rinascita interiore dopo momenti difficili. Inizialmente proposto a Mina, che lo rifiutò, fu poi portato al successo da Lucio Dalla e Gianni Morandi nel 1988. La canzone rappresenta un dialogo con la vita stessa, esprimendo il desiderio di superare le avversità e ritrovare forza. Sul palco dell’Ariston, Tredici Pietro e Gianni Morandi hanno trasformato il brano in un momento di commozione condivisa, rendendo omaggio non solo alla canzone, ma anche al valore della famiglia e della musica come filo che unisce le generazioni.
La dedica social di Gianni Morandi
Prima del debutto di Tredici Pietro a Sanremo 2026, Morandi aveva condiviso sui social un messaggio di incoraggiamento per il figlio: “Riguardo questa foto e mi sembra ieri. Tu sulle mie spalle, piccolo, con il mondo davanti agli occhi. Stasera salirai sul palco di Sanremo. La mamma ed io ti guarderemo emozionati, in silenzio. Per tutti sei Tredici Pietro. Per noi resti il nostro bambino. Comunque andrà, sarà un orgoglio vederti lì, con il tuo coraggio e la tua verità. Ti vogliamo bene. Mamma e Papà.” Tredici Pietro aveva risposto commosso: “Non mi fare piangere babbo!”.