Nella serata delle cover del Festival di Sanremo, le Bambole di Pezza scelgono di giocare con la memoria collettiva e portano sul palco “Occhi di gatto”, affiancate da Cristina D’Avena. Un incontro tra mondi apparentemente lontani: da una parte l’energia punk-rock della band milanese, dall’altra la voce simbolo delle sigle animate italiane.
La promessa è quella di una versione “bambolizzata”, più graffiante, costruita per sorprendere senza tradire lo spirito originale.
Le Bambole di Pezza: rock, identità e primato
Nate a Milano oltre vent’anni fa, le Bambole di Pezza sono una delle realtà più riconoscibili del rock italiano al femminile. La formazione attuale vede Martina Cleo Ungarelli alla voce, Morgana Blue alla chitarra solista, Federica “Xena” Rossi alla batteria, Dani Piccirillo alla chitarra ritmica e Caterina “Kaj” Dolci al basso.
Con l’album d’esordio Crash Me (2002) hanno acceso i riflettori su un progetto che intreccia pop, punk e attitudine militante. Sorellanza, autodeterminazione e lotta agli stereotipi sono da sempre al centro dei loro testi. A Sanremo 2026 segnano un primato: sono la prima band interamente femminile tra i Big.
In conferenza stampa, dopo alcune dichiarazioni provocatorie sul tema della parità, hanno replicato senza esitazioni ricordando che il divario salariale e la disparità di trattamento restano dati oggettivi, parlando di una questione sistemica più che di singoli episodi.
Cristina D’Avena: la regina delle sigle
Bolognese, classe 1964, Cristina D’Avena è un’icona trasversale. Oltre quarant’anni di carriera, più di 750 brani incisi, milioni di copie vendute. Dallo Zecchino d’Oro alle collaborazioni con Mediaset negli anni Ottanta, la sua voce è legata a titoli come Kiss Me Licia, I Puffi, Sailor Moon e molte altre sigle diventate patrimonio generazionale.
“Occhi di gatto” è uno dei suoi cavalli di battaglia più amati. Il brano, scritto da Alessandra Valeri Manera su musica di Ninni Carucci, fu pubblicato su 45 giri e negli anni ha conosciuto remix e nuove edizioni, fino alla certificazione Disco d’Oro FIMI nel 2021, a distanza di 36 anni dall’uscita.
“Tornare a Sanremo mi fa battere il cuore ogni volta. Quest’anno lo farò con le Bambole di Pezza, artiste potenti con un’energia che mi ha travolta. Sarà un incontro di mondi, un’esplosione di adrenalina all’Ariston”, ha dichiarato la cantante.
“Occhi di gatto”: storia e testo
La canzone accompagna l’anime dedicato a tre sorelle – Sheila, Kelly e Tati – che di giorno gestiscono un caffè e di notte rubano opere d’arte per ritrovare il padre scomparso, sfuggendo al detective Matthew.
Tre ragazze bellissime
tre sorelle furbissime
son tre ladre abilissime
molto sveglie agilissime
Con astuzia e perizia
ed unendo sempre un poco di furbizia
riescon sempre a fuggire
e nel nulla sparire
E’ questo il nome del trio compatto
son tre sorelle che han fatto un patto.
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
Ecco ha colpito la’, di soppiatto
fuggendo poi con un agile scatto
Occhi di gatto un altro colpo è stato fatto.
Tre fanciulle sveltissime
tre tipette esilissime
son tre ladre abilissime
dolci ma modernissime
Senza forza ne violenza
poiché fanno sempre tutto con prudenza
sono pronte a rubare
solo cose assai rare
E’ questo il nome del trio compatto
son tre sorelle che han fatto un patto.
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
Ecco ha colpito là, di soppiatto
fuggendo poi con un agile scatto
Occhi di gatto un altro colpo è stato fatto!
E’ questo il nome del trio compatto
son tre sorelle che han fatto un patto.
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
(Oh Oh Oh Occhi di gatto)
Ecco ha colpito là, di soppiatto
fuggendo poi con un agile scatto
Il significato: tra nostalgia e sorellanza
Dietro l’immediatezza pop, “Occhi di gatto” racconta una forma di emancipazione in chiave fantastica. Le protagoniste sono autonome, solidali, capaci di muoversi in un mondo dominato da figure maschili senza perdere identità.
Per le Bambole di Pezza, la scelta non è casuale. “È super punk fare una sigla dei cartoni animati. Per noi è il ricordo dell’infanzia che unisce tutti”, hanno spiegato, anticipando una ballad rock pensata per divertire e sorprendere.
Una cover che unisce generazioni
La serata delle cover, votata da televoto, sala stampa e radio, è tradizionalmente tra le più seguite del Festival. L’esibizione di Bambole di Pezza e Cristina D’Avena si candida a essere uno dei momenti più pop e trasversali: nostalgia anni Ottanta, energia rock e un messaggio di complicità femminile che dialoga con l’attualità.
All’Ariston, per una notte, le “ladre abilissime” tornano a muoversi tra luci e chitarre distorte. E il confine tra cartone animato e palco reale diventa sorprendentemente sottile.