Sanremo 2026, Elettra Lamborghini e Las Ketchup, festa all’Ariston con “Aserejé”: storia e traduzione della canzone

Elettra Lamborghini accende la serata cover di Sanremo 2026 insieme a Las Ketchup con “Aserejé”, riportando all’Ariston l’energia travolgente e la coreografia iconica del tormentone globale dei primi Duemila.

La serata delle cover del Festival di Sanremo si accende con uno dei momenti più attesi: Elettra Lamborghini porta sul palco dell’Ariston “Aserejé” insieme alle sue interpreti originali, Las Ketchup. Un’operazione che punta dritta alla memoria collettiva dei primi Duemila, tra coreografie iconiche e ritornelli che hanno attraversato generazioni.

In gara con “Voilà”, omaggio dichiarato all’immaginario di Raffaella Carrà, l’artista bolognese sceglie per il venerdì un brano che è diventato sinonimo di tormentone globale.

Un successo planetario nato nel 2002

“Aserejé” esplode nell’estate 2002 come primo singolo tratto da Hijas de Tomate, album d’esordio del trio spagnolo formato da Lola, Pilar e Lucía Muñoz (a cui in seguito si unirà Rocío).

Il brano conquista classifiche e piste da ballo in tutta Europa: disco di diamante in Francia con oltre un milione di copie vendute, platino in 14 Paesi, Italia compresa (oltre 300 mila copie). Conosciuta anche come “The Ketchup Song” nella versione internazionale, la canzone diventa il marchio indelebile del gruppo, accompagnata da una coreografia replicata ovunque, dalle discoteche ai villaggi turistici.

La storia raccontata nel testo

Il testo originale in spagnolo introduce un personaggio preciso: Diego. Arriva in discoteca “rumbeando”, con la luna negli occhi e un completo color acqua marina. È un ragazzo carismatico, con un’aria “rastafari-afrogitana”, che vive la notte come un rituale.

Quando il dj mette la sua canzone preferita, Diego si lascia andare: balla, canta, si fa trascinare dal ritmo “ragatanga”. Il brano costruisce così una piccola scena da club, fatta di energia e leggerezza.

Nella traduzione italiana, la narrazione resta semplice: non c’è magia né mistero, solo la gioia istintiva della musica che unisce.

Che cosa significa davvero “Aserejé”?

Il cuore del mistero sta nel ritornello, apparentemente senza senso:
“Aserejé ja de jé de jebe tu de jebere seibiunouva majavi an de bugui an de güididípi”.

In realtà quelle parole storpiate riproducono, in modo fonetico, l’incipit di “Rapper’s Delight” dei The Sugarhill Gang (1979), uno dei brani fondativi dell’hip hop:
“I said a hip hop the hippie, the hippie / to the hip hip hop, you don’t stop…”

L’idea è narrativa prima ancora che musicale: Diego ama quella canzone, ma non conosce bene l’inglese. Così la canta a modo suo, trasformando i versi originali in una sequenza onomatopeica. “Aserejé” sarebbe quindi la deformazione sonora di “I said a hip”.

Il significato non è filosofico né simbolico: è un gioco linguistico che celebra il potere del ritmo, capace di superare le barriere della lingua.

Elettra e il ritorno del tormentone

Per Elettra Lamborghini, già in gara a Sanremo nel 2020 e co-conduttrice nel 2025, la scelta appare coerente con la propria identità pop e ironica. Portare “Aserejé” con le sue interpreti originali significa trasformare la serata cover in un momento dichiaratamente festoso, senza riletture intellettuali.

La sfida sarà mantenere intatta la partitura originale, rispettando quell’equilibrio tra spontaneità e precisione coreografica che rese il brano un fenomeno globale.

Tra televoto, giurie e classifiche, la quarta serata incoronerà la cover più votata. Ma al di là del risultato, è facile prevedere che l’Ariston, per qualche minuto, si trasformi in una grande pista da ballo anni Duemila. Perché certe canzoni non si spiegano: si cantano a squarciagola.

Traduzione

Guarda mentre si avvicina
alla svolta dell’angolo
viene Diego ballando la rumba
con la luna nelle pupille
e il vestito acqua marina
Sembra di contrabbando.

E dove non c’è più un’anima
Lì inizia a ballare
posseduto dal ritmo ragatanga

e il dj cue lo conosce
suona l’inno di mezzanotte
per Diego la canzone più desiderata
e la balla,e se la gode,e la canta…

Aserejé, ja deje tejebe tude jebere
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí
Aserejé, ja deje tejebe tude jebere
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí

Non è una stregoneria
Che lo incontri tutti i giorni
ovunque io cammini
Diego è lì sfacciato
e questo lo diverte
rastafari afrogitano

E dove non c’è più un’anima
Lì inizia a ballare
posseduto dal ritmo ragatanga

e il dj cue lo conosce
suona l’inno di mezzanotte
per Diego la canzone più desiderata
e la balla,e se la gode,e la canta…

Aserejé, ja deje tejebe tude jebere
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí
Aserejé, ja deje tejebe tude jebere
sebiunouba majabi an de bugui an de buididipí

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