Michele Bravi stasera si esibirà per la seconda volta in questa edizione del Festival con la sua “Prima o poi”. Nato il 19 dicembre 1994 a Città di Castello, in Umbria, fin da piccolo si avvicina alla musica: canta in un coro, studia pianoforte e chitarra e sviluppa una sensibilità artistica che diventerà la cifra della sua scrittura.
La vittoria a X Factor e l’inizio della carriera
La svolta arriva nel 2013 con la partecipazione e la vittoria alla settima edizione di X Factor Italia, nella squadra di Morgan. Per lui Tiziano Ferro, insieme a Zibba, scrive La vita e la felicità, brano che conquista il primo posto FIMI e il disco d’oro.
Nel 2014 pubblica l’album d’esordio A passi piccoli, mentre nel 2015 sperimenta con I Hate Music, progetto in inglese che resta per tre settimane tra i dieci album più venduti, segnando una svolta stilistica.
Sanremo, le hit e la maturità artistica
Il 2017 è l’anno della consacrazione al Festival di Sanremo con Il diario degli errori, quarto classificato e diventato simbolo dell’album Anime di carta.
Nel 2018 firma la hit estiva Nero Bali con Elodie e Guè Pequeno, mostrando un lato più pop.
Dopo un periodo complesso, nel 2021 pubblica La geografia del buio, un disco che trasforma il dolore in una mappa emotiva. Nel 2022 torna al Festival di Sanremo con Inverno dei fiori, classificandosi decimo e confermando una continua evoluzione artistica.
Cinema e televisione
Oltre alla musica, Bravi si dedica anche alla recitazione: debutta nella serie Rai La Compagnia del Cigno (2019) e partecipa a produzioni come Monterossi, Amanda e Finalmente l’alba.
È stato concorrente di Amici Speciali e successivamente giudice ad Amici di Maria De Filippi, ampliando la sua presenza nel mondo televisivo.
L’incidente del 2018 e il periodo lontano dalle scene
Il 22 novembre 2018 è coinvolto in un incidente stradale a Milano in cui perde la vita una donna di 58 anni. Accusato di omicidio stradale, nel gennaio 2020 patteggia una pena di un anno e sei mesi con sospensione.
Dopo l’accaduto si allontana dalle scene per oltre un anno. In un’intervista a Verissimo racconta il periodo di smarrimento e il percorso psicologico intrapreso, anche attraverso la tecnica EMDR, per elaborare il trauma.
Vita privata: identità e riservatezza
Nel 2017, in un’intervista a Vanity Fair Italia, fa coming out dichiarandosi fluido e raccontando una relazione con un ragazzo regista. Ha sempre sottolineato di non voler etichettare i propri sentimenti.
Nel 2022 ha dichiarato di essere sentimentalmente impegnato con una persona estranea al mondo musicale, mantenendo grande discrezione sulla propria vita privata.
Il significato di “Prima o poi”: un inno all’imperfezione
Al Sanremo 2026, sotto la conduzione di Carlo Conti e Laura Pausini, Michele Bravi presenta Prima o poi.
Il ritornello suona come un rimprovero tenero: “Prima o poi smetterai…”, ma sotto l’apparente accusa si nasconde la confessione di un sentimento che non si spegne. Non è rabbia, ma stupore per una mancanza che continua a durare “dopo anni”.
La sofferenza reale, suggerisce il brano, non è mai elegante: è fatta di gesti goffi, di sigarette a letto, di pioggia presa senza ombrello, di citofoni davanti ai quali manca il coraggio di suonare.
Bravi trasforma questa fragilità in un messaggio universale: non essere sempre performanti, non dover sembrare forti a ogni costo. Prima o poi diventa così un inno all’imperfezione e alla vulnerabilità come parte essenziale dell’esperienza umana.
Un amore che non si archivia
Nel finale sospeso, la canzone lascia la ferita aperta. Non c’è una vera chiusura, perché certi amori non si archiviano: restano come oggetti sparsi in una stanza, come una melodia che continua a parlarci anche quando vorremmo cambiare stazione.
Sul palco dell’Ariston, Michele Bravi canta la mancanza senza filtri, con quella delicatezza che negli anni è diventata la sua firma. E Prima o poi si rivela per ciò che è: il ritratto più umano e disarmato di un’assenza che non passa.

