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Sanremo 2026, Arisa canta “Magica favola”: carriera e vita privata

Nella terza serata di Festival di Sanremo, Arisa torna in gara con “Magica favola”, brano autobiografico che racconta crescita, fragilità e maturità. Per la sua ottava partecipazione all’Ariston, l’artista si presenta con una consapevolezza nuova, trasformando l’esperienza personale in un messaggio di equilibrio e rinascita.

Nella terza serata del Festival di Sanremo 2026 Arisa torna sul palco dell’Ariston per la con “Magica favola”, un brano autobiografico che segna una nuova tappa del suo percorso umano e artistico. Dopo aver vinto tra le Nuove Proposte nel 2009 e aver conquistato due podi tra i Big, la cantante si presenta oggi con una consapevolezza diversa, più intima e luminosa.

Gli esordi e il primo trionfo all’Ariston

Nata a Genova il 20 agosto 1982 come Rosalba Pippa e cresciuta a Pignola, in provincia di Potenza, Arisa si diploma al liceo pedagogico prima di dedicarsi completamente alla musica. Le sue influenze dichiarate – da Mariah Carey a Céline Dion – le permettono di sviluppare un uso potente e tecnico della voce, in particolare del diaframma.

Il 2009 è l’anno della svolta: dopo aver vinto SanremoLab, conquista il pubblico del Festival con “Sincerità”, trionfando tra le Nuove Proposte. È l’inizio di un legame indissolubile con Sanremo. Nel 2012 arriva seconda con “La notte”, nel 2014 vince tra i Big con “Controvento”. Nel 2015 torna all’Ariston come co-conduttrice accanto a Emma Marrone e Rocío Muñoz Morales, nell’edizione guidata da Carlo Conti.

Negli anni alterna la carriera discografica alla televisione: è giudice di X Factor, coach a The Voice, concorrente di Ballando con le stelle e presenza fissa in programmi come The Voice Kids e The Voice Senior. Parallelamente sperimenta anche il cinema e il doppiaggio.

La vita privata: amori, fragilità e ricerca di equilibrio

Arisa non ha mai nascosto le proprie fragilità. In passato ha parlato apertamente di tricotillomania, un disturbo che la porta a strapparsi i capelli nei momenti di stress: una confessione che ha contribuito a renderla ancora più vicina al pubblico.

Il suo nome d’arte è un acronimo dei nomi dei familiari (Antonio, Rosalba, Isabella, Sabrina, Assunta), a testimonianza del forte legame con la famiglia.

Sul piano sentimentale, la relazione più significativa è stata quella con Giuseppe Anastasi, autore di molti suoi successi. In seguito ha avuto storie con il manager Lorenzo Zambelli e con Andrea Di Carlo, con cui si era parlato di matrimonio prima della rottura. Più recente la relazione con il jazzista Walter Ricci, poi terminata.

Oggi, a 42 anni, Arisa si definisce single. In una recente intervista ha spiegato di aver smesso di inseguire l’amore romantico a tutti i costi: desidera una famiglia, ma senza forzature. «Ho deciso di provare a innamorarmi di me», ha raccontato, sintetizzando una fase di maturità e libertà emotiva.

Lo sfogo “contro” Amadeus e il rapporto con Sanremo

Nel suo percorso sanremese non sono mancati momenti di tensione. In passato Arisa si è lasciata andare a uno sfogo polemico legato alla gestione del Festival nelle edizioni condotte da Amadeus, lamentando alcune scelte artistiche. Un episodio che conferma il suo carattere diretto e poco incline ai compromessi, ma che non ha incrinato il suo rapporto con la manifestazione che l’ha consacrata.

Sanremo resta per lei un luogo simbolico: palco di debutto, di vittorie e di rinascite.

“Magica favola”: il significato del brano in gara

Scritta da Arisa insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, “Magica favola” attraversa le età della vita come un diario emotivo. Dall’infanzia, con l’amore sognato come nelle fiabe, alle prime delusioni adolescenziali, fino alla maturità.

L’oceano diventa metafora dell’amore: immenso, imprevedibile, capace di far smarrire e ritrovare sé stessi. L’arcobaleno sostituisce il bianco e nero, simbolo di una visione meno rigida e più accogliente della vita.

Arisa ha definito il brano «un caldo abbraccio a me stessa e al pubblico». Dopo anni di canzoni incentrate sulla sofferenza amorosa, sceglie una narrazione più consapevole: la stabilità non si cerca fuori, ma dentro di sé.

Una nuova fase

Tra televisione, musica e una ritrovata serenità personale, Arisa arriva a Sanremo 2026 con un’identità trasformata. Non più soltanto la voce potente che incantò l’Ariston nel 2009, ma una donna che ha attraversato successi, crisi e rinascite.

“Magica favola” è il racconto di questo viaggio: meno favola romantica e più percorso di autodeterminazione. E nella terza serata del Festival, la sua seconda esibizione diventa il simbolo di una carriera che continua a reinventarsi, senza perdere autenticità.

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