Al Festival di Sanremo è il momento di Fedez e Marco Masini: sul palco dell’Ariston presentano in gara «Male necessario», il brano che segna la loro prima partecipazione in coppia tra i Big.
La collaborazione nasce dopo l’intesa artistica esplosa nella scorsa edizione durante la serata cover, quando i due avevano reinterpretato «Bella stronza», storico brano di Masini, con nuove strofe scritte dal rapper. Da quell’incontro è nato un dialogo creativo che oggi trova compimento in un pezzo inedito.
Il testo di «Male necessario»
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
I miei problemi ormai
Saranno la parte di te
Quella più vulnerabile e spietata
Lo sai
Non ho più spazio per dipingermi d’inchiostro
Lo ammetto però
Per altre cicatrici trovo sempre un posto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Dovrei separare l’ego dall’io
Ma non siamo fatti per essere fragili
Ogni padre inizia come fosse un Dio
Ma poi finisce che diventa un alibi
La gente pudica giudica
Che brutta gente che frequenta Fedez
Ma ci si dimentica sempre che Giuda
Se la faceva con gente per bene
E so che farà male
E vorrai cominciare
A bere poi fumare
Forse per distrazione
Se è vero che siamo solo di passaggio
Il vero obiettivo non può essere la meta
Ma imparare a godersi il viaggio
Quando crescerai
E non mi chiederai nemmeno più il permesso
Si impara vedrai
Che i mostri non stanno soltanto sotto al letto
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
Dal silenzio che è un rumore
Da tutto questo male necessario
Ci ho messo una vita per sentirmi vivo
Seguendo la linea sottile di un filo
Succederà ciò che deve succedere
Anche nel buio si impara a vedere
In fondo a tutto il male necessario
Da questa notte resto solo insieme a me
Toccando il fondo in una stanza di un hotel
Un giorno poi comprenderò cos’è l’amore
Ma nel frattempo giuro mi puoi odiare
Come un latitante a un passo dall’arresto
Ora non ho più bisogno di scappare io
E ringrazierò il passato
E chi mi ha condannato
E tutto questo male necessario
So che in fondo non c’è tempo
Quante cose che cambiano
Ti ho deluso ma dimmi qualcosa che non so
Il significato: attraversare il dolore per diventare adulti
«Male necessario» è un confronto generazionale e personale. Fedez mette in musica le sue cicatrici – dalla solitudine alla gogna mediatica – usando l’immaginario dei tatuaggi come mappa di un percorso fatto di cadute e giudizi. Masini risponde con uno sguardo più maturo, quasi paterno, trasformando il dolore in insegnamento.
Il titolo richiama un concetto filosofico: la sofferenza come passaggio inevitabile per crescere. «È un piccolo mantra», ha spiegato Fedez, «per ricordare che le tempeste possono essere opportunità». Masini ha aggiunto: «Passare dal dolore è importante per riconoscere la felicità».
Il brano non cerca consolazione facile, ma accettazione. Celebra le tempeste perché sono quelle che, una volta attraversate, permettono di apprezzare la semplicità e le piccole cose.
Un incontro tra due mondi
Per Fedez si tratta della terza partecipazione al Festival; per Masini della decima, con due vittorie all’attivo. «Male necessario» unisce due scritture diverse ma complementari: l’urgenza contemporanea del rap e l’intensità melodica del cantautorato italiano.
Appena scesi dal palco dell’Ariston, i due artisti consegnano al pubblico una canzone che parla di fragilità, giudizio e crescita. Un dialogo tra ferite e consapevolezza, dove il dolore non è negato, ma riconosciuto come parte essenziale del cammino.