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Sanremo 2026, Arisa in gara con “Magica favola”: testo e significato

A Festival di Sanremo Arisa torna in gara con Magica favola, un brano autobiografico che attraversa le età della vita e racconta una nuova consapevolezza dell’amore e di sé.

Al Festival di Sanremo è il momento di Arisa: sul palco dell’Ariston presenta in gara il brano Magica favola. Per l’ottava volta in gara all’Ariston, Arisa torna al Festival con Magica favola, brano che segna il suo rientro a cinque anni dall’ultima partecipazione. La cantautrice lucana, già vincitrice nel 2009 tra le Nuove Proposte con Sincerità e nel 2014 tra i Campioni con Controvento (oltre al secondo posto nel 2012 con La notte), si conferma una delle voci più riconoscibili della kermesse.

Il nuovo singolo anticipa l’album Foto mosse, in uscita in primavera, e si presenta come una dichiarazione di consapevolezza e rinascita.

Testo di “Magica Favola”

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore
A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore
Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione
Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore
Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
Forse sono solo stanca
Fuori già si è fatta l’alba
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce
A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace
Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre
Mentre un’altra stella cade
Nel romantico disordine
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
C’era una volta il mistero
Ti innamoravi di me
Non c’era il bianco né il nero
Ma l’arcobaleno più bello che c’è
Io mi perdo tra le onde
Con il sole che piano si accende
E il passato diventa presente
La bambina ritorna innocente
Chiudi gli occhi amore
O ti presto gli occhiali da sole
Che per oggi la vita è una piccola magica favola
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
Non c’è più bianco né nero
Ma l’arcobaleno più grande che c’è
C’è l’arcobaleno qui dentro di me

Il significato di “Magica Favola”: un brano autobiografico tra passato e presente

Scritta dalla stessa Arisa insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, Magica favola attraversa le età della vita: dall’infanzia alle prime scoperte sentimentali, fino alla maturità. I versi iniziali raccontano l’amore sognato da bambina e le illusioni dell’adolescenza, quando la passione si confonde con il dolore.

Il testo procede come un bilancio emotivo: a trent’anni i complimenti per la voce, a quaranta il bisogno di pace. Non manca il desiderio di protezione – il richiamo alla madre – né la presa di coscienza di una nuova serenità. L’immagine dell’oceano diventa metafora dell’amore, un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, mentre l’arcobaleno sostituisce la contrapposizione tra bianco e nero.

“Un caldo abbraccio a me stessa”

La cantante ha definito il brano “un caldo abbraccio” rivolto a sé e al pubblico che l’ha seguita negli anni. In diverse interviste ha spiegato di aver a lungo cercato sicurezza nelle relazioni, per poi scoprire che la stabilità doveva partire da sé stessa. «Ho deciso di provare a innamorarmi di me», ha raccontato, sottolineando il passaggio da una narrazione centrata sulla sofferenza amorosa a una visione più ampia e luminosa del sentimento.

A proposito del verso “A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce”, Arisa ha osservato come quel complimento, talvolta, sembri ridurre tutto il resto in secondo piano. E sulla frase “A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace” ha aggiunto che la pace rappresenta l’opposto della guerra, un valore da custodire anche nel privilegio di vivere in un Paese civile.

L’eredità delle grandi voci femminili

Nel raccontare il senso del brano, Arisa ha citato Ornella Vanoni e una sua celebre frase: “Io sono tutto l’amore che ho dato”. Un pensiero che racchiude l’essenza di Magica favola: l’amore non è soltanto quello romantico, ma una forza più ampia, capace di manifestarsi in molte forme.

Durante la serata dei duetti, Arisa interpreterà insieme al Coro del Teatro Regio di Parma Quello che le donne non dicono, brano divenuto nel tempo un simbolo della forza e della complessità femminile.

Tra Festival e nuovi progetti

Conclusa l’esperienza sanremese, l’artista pubblicherà il nuovo album Foto mosse e tornerà dal vivo a maggio con le prime date già annunciate a Roma e Milano.

Intanto, sul palco dell’Ariston, Magica favola si propone come il capitolo più maturo di un percorso iniziato nel 2009: una canzone che guarda indietro senza nostalgia, scegliendo di colorare il presente con l’arcobaleno “più grande che c’è”, quello custodito dentro di sé.

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