IL TEMPO VOLA? IL SEGRETO STA NEI NEURONI

12.12.2016.neuroni

IL TEMPO VOLA? IL SEGRETO STA NEI NEURONI

di Francesca Buoninconti del Centro Studi di Città della Scienza

Facendo qualcosa che ci appassiona il tempo sembra volare, mentre anche pochi minuti possono sembrare un eternità quando siamo impegnati in attività noiose. Sarà capitato a tutti di sbagliare a stimare il tempo trascorso, ma ora la scienza potrebbe aver trovato la spiegazione neurobiologica di questo “mistero”. Stando a uno studio pubblicato su Science dai ricercatori del Champalimaud Centre for the Unknown di Lisbona, sarebbero i neuroni che rilasciano dopamina – i neuroni dopaminergici – a influenzare la nostra percezione del tempo.

Per comprendere il funzionamento di questi neuroni, che si trovano nella regione del cervello chiamata substantia nigra pars compacta, i neuroscienziati hanno insegnato ad alcuni topolini a stimare se la durata di un intervallo tra due suoni fosse più o meno lunga di un secondo e mezzo. Se l’intervallo era più breve, i topi dovevano muovere il muso verso destra; se era più lungo dovevano muoverlo verso sinistra. E ogni volta che la risposta era corretta, venivano ricompensati con del cibo.

Un meccanismo di ricompensa semplice, praticamente lo stesso che usiamo per addestrare i cani, e che stimola la produzione di dopamina: il neurotrasmettitore che viene prodotto quando svolgiamo attività piacevoli, come mangiare o fare sesso.

Così, grazie a questo esperimento, il team è riuscito a misurare i segnali che indicano l’attività dei neuroni dopaminergici e hanno notato che più aumentava l’attività dei neuroni all’ascolto di un suono (quindi più dopamina veniva prodotta), più gli animali tendevano a sottostimare la durata dell'intervallo, e viceversa. Inoltre, si sono accorti che stimolando questo particolare tipo neuroni, i topi tendevano a sottostimare l’intervallo di tempo. Mentre se i neuroni venivano inibiti, e non stimolati, i topi tendevano a sovrastimare la durata dell’intervallo tra i due suoni.

Secondo Joe Paton, principale autore dello studio, sarebbero dunque i neuroni dopaminergici a regolare la percezione del tempo, ed è probabile che un fenomeno simile avvenga anche nel cervello degli esseri umani. Sarebbe quindi per questi neuroni che durante un’attività piacevole, quando viene prodotta più dopamina, il tempo sembra scorrere in fretta.
android
apple
facebook
twitter
youtube
frequenze

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca sulle nostre privacy policy.