BUON COMPLEANNO A RINGO STARR, LO STORICO BATTERISTA DEI BEATLES

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BUON COMPLEANNO A RINGO STARR, LO STORICO BATTERISTA DEI BEATLES

Li chiamavano i 4 ragazzi di Liverpool, o gli scarafaggi. Stiamo parlando dei The Beatles, guidati da John Lennon e Paul Mccartney, probabilmente la band che più di tutte ha contribuito alla costruzione del sound del pop contemporaneo.

Tra i 4 ragazzi di Liverpool ce n’è uno che non potremmo più definire proprio un ragazzino, ma di certo i suoi 77 anni, compiuti oggi, se li porta piuttosto bene. Parliamo di Ringo Starr, lo storico batterista dei Beatles.

Nome d’arte di Richard Starkey, chiamato Ringo per la sua mania di indossare continuamente anelli, il batterista dei Beatles, viene ritenuto da alcuni un elemento fondamentale all’interno della storia della band soprattutto per il suo carattere gioviale e moderatore. Spesso, infatti, era Ringo Starr a placare le continui liti all’interno della band. E' stato proprio Ringo, infatti, a soffrire di più dopo lo scioglimento dei 4 ragazzi di Liverpool.

Ero sempro ubriaco” - disse qualche tempo fa - “Parte di quegli anni li ho completamente dimenticati". Starr ha anche spiegato che la fine del gruppo ha influenzato la sua vita per lunghissimo periodo: "Diciamo che per 20 anni sono stato arrabbiato per quello che era successo con qualche piccola pausa".

Un periodo di certo non semplice per il quarto Beatles, che pian piano riuscì a uscirne grazie a una serrata cura in una clinica di disintossicazione. Poi il fallimento di un ristorante e di una etichetta discografica. 

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Ma Ringo era abituato fin da bambino a cercare di risalire la china. Da piccolo alcuni problemi di salute come una pleurite, lo videro costretto a saltare spesso la scuola e a lasciare temporaneamente la sua attività di batterista in erba. Finché, più da giovanotto, in un club di Amburgo non vide alcune ragazzi che si facevano chiamare Gli Scarafaggi suonare come nessuno aveva mai suonato. Leggenda vuole che Ringo, poco dopo, fu licenziato dalla band dove suonava e fu chiamato dai Beatles per un provino, Beatles che all’epoca non erano nient’altro che dei ragazzi che suonavano in un garage. Stiamo parlando del 1962, e Richard ancora non sapeva dei quasi 10 anni grandiosi che stava per vivere.

Ringo Starr è sempre stato un combattente, dicevamo. Ed ecco l’ennesima dimostrazione: la prima canzone che registrò fu Love Me Do, uno dei brani storici del quartetto. In realtà in pochi sanno che la versione originale della canzone non contiene la batteria di Ringo ma quella del turnista Andy White. Perché? Perché per tutti la sessione di registrazione di Ringo non era abbastanza soddisfacente.

Insomma, il suo rapporto con i Beatles non partì proprio nel migliore dei modi. Sta di fatto che quel piccoletto pian piano, poco a poco, riuscì a entrare sempre più in sintonia con gli altri Beatles, che decisero di dargli un’altra possibilità.

Nel 1970, poco prima dello scioglimento definitivo degli Scarafaggi, Ringo uscì con il suo primo album da solista: Sentimental Journey. In pratica alcuni rifacimenti di brani portati al successo tra gli anni ‘30 e ‘50. Vendette pochissimo e tutti i critici lo stroncarono definendolo una vergogna e incredibilmente noioso. Ringo Starr si giustificò dichiarando:

Scusate. L’ho fatto per mia madre.

Poi i pazzi anni ‘80, i live sontuosi degli anni ‘90, e una pensione che pare proprio non voglia convolare a nozze con l’ex batterista dei Beatles.

Insomma, Ringo Starr non avrà avuto il carisma di John Lennon, l’artisticità di Paul Mccartney o la genialità di George Harrison, ma per molti, moltissimi, senza quel batterista bravino ma dall’animo da leader, la più importante band della storia sarebbe finita dopo un paio di sessioni di registrazione.


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