SIMONS, "DAI BANCHI DI SCUOLA FINO AL POP-FUNKY!"

5.5.2017.simons

SIMONS, "DAI BANCHI DI SCUOLA FINO AL POP-FUNKY!"


Dopo Vieni Con Me (1980), i Simons, una delle band più interessanti del panorama italiano, stanno conquistando Youtube con il loro ultimo brano: La Mia Parte Più Toccante.

Noi di Radio Kiss Kiss abbiamo avuto la fortuna di incontrare il loro frontman, Leonardo Cristoni.

Ciao Leo, prima di tutto complimenti per La mia Parte più Toccante! Dal video si denota un feeling particolare tra di voi. Vi conoscete da tanto? Come sono nati i Simons?

In effetti ci conosciamo fin da ragazzini! Io e Guglielmo Gibertini, il bassista, abbiamo frequentato medie e superiori insieme, poi tra il quarto e il quinto anno è nata questa curiosità nei confronti della musica. È stata la classica storia da band inglese o americana degli anni 60 o 70! Un modo per evadere da una realtà piatta, soprattutto per noi che non veniamo da Los Angeles, ma da una piccola città come Modena. La nostra prima missione è stata tirare su un complesso, per dirla alla vecchia maniera, che poteva farci sognare. E poi a dirla tutta eravamo consci del fatto che fare musica ci avrebbe aiutato anche a rimorchiare!

Beh sì, essere musicisti comprende anche questo fantastico dono! Immagino che ognuno di voi avesse influenze differenti al tempo. Com’è nato questo elettropop-funky, il sound che caratterizza oggi i Simons? 

Guarda, come dicevi tu, a livello individuale ognuno di noi ha percorso strade molto diverse. Io sono stato da sempre quello più vicino al pop. Ricordo che da piccolo ascoltavo alcuni cd in macchina insieme alla mia mamma. Lei ascoltava Pino Daniele e Bocelli. Però la band che mi ha dato di più, quella che mi ha formato sul serio, sono stati i Beatles, la prima band che ho amato. Poi gli altri ragazzi provengono o dal rock puro, come Emanuele Bonini, il nostro chitarrista, o il funk, come il bassista o batterista (Mattia Campana) e da lì è emerso questo pop-funky che ormai ci portiamo sottopelle.

A proposito di influenze, in che modo avete affrontato il vostro passaggio ad Amici? Ha influito in qualche modo?

Sinceramente, se avessimo fatto un percorso più lungo avrebbe compromesso nel bene o nel male. In realtà non ci ha sfiorati minimamente. Noi siamo ancora una band emergente! Non abbiamo fatto le fasi finali, che poi è quella parte di Amici che va a fidelizzare un certo tipo di pubblico. Non ci sono stati grandi difficoltà, non abbiamo subito nessun tipo di pressione e ce la viviamo serenamente. E poi probabilmente lì ad Amici abbiamo vissuto la fase più divertente! Avevamo tutte le libertà del caso. Non eravamo rinchiusi nella famosa casetta… quindi niente, è come se ci avessero pagato per qualche mese per divertirci, e ci davano anche da mangiare! Quindi una pacchia!

Immagino! A dirla tutta mi piace molto questa vostra “leggerezza” che, come diceva Calvino, non vuol dire superficialità! Che poi si riscontra anche in "La mia Parte più Toccante".

Esatto, è proprio questo il punto! La verità è che all’interno del nostro progetto ciò che è preponderante è l’ironia. L’ironia è la chiave di lettura di quello che stiamo proponendo. La mia Parte più Toccante è leggera nel senso profondo del termine! È pensata per un grande pubblico, ma al suo interno ha una doppia chiave di lettura ed è volutamente ironica. Una cosa che mi ha stupito è che ci sono molte donne che la interpretano come un inno personale. Mi dicono: finalmente anche una donna può essere indipendente! Io non l’avevo mai pensata così, ma mi fa tanto piacere che una nostra canzone nasconda così tanti stimoli dietro. E se le donne pensano questo noi siamo davvero felici! La verità è che quando ci poniamo per quello che siamo alla fine raggiungiamo l’obiettivo!

E si vede dai risultati che state ottenendo! Che poi questa leggerezza, questa ironia, è anche la base del nuovo Pop italiano. Un vero e proprio movimento in cui voi vi state inserendo alla grande!

Sì, ed è fantastico! Sai, c’è tanta differenza rispetto a prima essere pop. Ora tante cose stanno cambiando in meglio! Molti artisti alternativi si stanno affacciando al pop. Artisti come i Thegiornalisti o lo stesso Calcutta, che provengono dall’ambiente indipendente, ora si stanno affacciando alle radio ma restando nel loro stile. E di questo ne siamo molto felici! Finalmente in Italia c’è un movimento! Per la prima volta dopo anni ci sentiamo parte di qualcosa di grande! Finalmente c’è scelta, ecco! E questo è merito anche delle nuove piattaforme e dei nuovi media, come i social network.



Uno dei fautori di questo movimento è sicuramente Francesco Lettieri, regista di video per i Thegiornalisti, per Motta, per Calcutta. Come è stato avere lui alla regia de La mia Parte più toccante?

Come dicevamo prima è davvero un filo conduttore, che parte dalle idee, passa per la musica e per i video. Noi abbiamo avuto la possibilità di gestire tutto in maniera indipendente. Non abbiamo una casa discografica che ci segue, abbiamo un editore, Sony Atv. Poi io e Guglielmo abbiamo un’agenzia di comunicazione a Modena. Questo ci ha concesso anche di decidere come, quando e perché e soprattutto di lavorare autonomamente sul visual. In tutto questo si è inserito Francesco Lettieri, che è davvero un grande e che ha una visione del mondo e uno storytelling davvero vicino al nostro. Ha fatto veramente centro! Poi abbiamo instaurato una sincera amicizia con lui, e quando lavori con persone simili a te le cose diventano molto naturali.

Sì, assolutamente! Ho letto che avete passato un anno intero in studio. È stato divertente?

In realtà è il momento più bello che un musicista possa vivere. È il massimo dell’espressione, dove c’è l’esigenza di tirare fuori i contenuti. In quest’anno abbiamo lavorato tantissimo e sono state messe nel cassetto una serie di canzoni. È stato un anno di lavoro davvero intenso. Potersi fermare per far musica è una grande privilegio.

Leo, domanda canonica: progetti futuri?

Prima di tutto vogliamo portare avanti questa canzone che sembra stia andando bene. Sicuramente ne faremo uscire un'altra dopo l’estate e stiamo capendo in che modo proseguire. L’unica promessa che ci siamo fatti è che continueremo a fare musica finché ci divertiremo tutti insieme. L’idea è di chiudere tutte queste canzoni in un contenitore, un album, ma senza fretta. Come ti dicevo abbiamo anche la fortuna o la follia di decidere tutto noi. Al momento ci godiamo tutto divertendoci. Che resterà per sempre la prima cosa!

 
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