IL NATALE TI PORTA TRISTEZZA? E' IL CHRISTMAS BLUES!

23.12.2016.cri

IL NATALE TI PORTA TRISTEZZA? E' IL CHRISTMAS BLUES!


di Francesca Buoninconti del Centro Studi di Città della Scienza


Se non vi sentite il linea con il clima natalizio, non datevi troppe colpe. Non siete certo il Grinch: semplicemente soffrite del cosiddetto Christmas Blues.

Comprare tutti i regali in tempo, organizzare cene con parenti e amici, valutare l’anno appena trascorso e darsi dei buoni propositi per il 2017, il riaffiorare del ricordo di chi non c'è più, ma soprattutto rispettare il clichè per cui a Natale siamo tutti felici, potrebbe essere troppo. Un mix di impegni e sentimenti che può determinare uno stato di frustrazione, tristezza e depressione.

Questo disagio può derivare da quella specie di obbligo – il dover essere felici a tutti i costi – trasmesso dall’idea stereotipata del Natale, veicolata soprattutto dalla pubblicità ma che spesso non ha nulla a che vedere con la realtà. Basti pensare che per quasi la metà degli americani, il Natale non assomiglia affatto alla classica “immagine da cartolina”, anzi, è considerato il giorno più cupo dell’anno.

Ma il Christmas blues non è una malattia. Piuttosto, è una “crisi esistenziale” accompagnata da sintomi malinconici. «È una sorta di depressione post partum natalizia» ha spiegato Paola Vinciguerra, presidente dell'Associazione europea disturbi attacchi di panico (Eurodap). «Così come la donna che ha appena partorito spesso è depressa, mentre tutti pretendono che invece  sia felice e piena di entusiasmo, allo stesso modo una persona con un disagio interiore si sente chiamata a esternare felicità per rispondere appunto a un clichè sul Natale».

Il Christmas blues, però, può derivare anche da un altro fattore: l’aspettativa troppo alta di ritrovare gioia e serenità durante il Natale, in un momento di forte paura e destabilizzazione per gli eventi nel mondo. O il concentrarsi solo sugli eventi negativi dell’anno e non sui traguardi e le soddisfazioni raggiunte.

«È come se ci aspettassimo che questo evento facesse scomparire per magia le nostre frustrazioni e ci aiutasse a sentirci meno soli», continua Vinciguerra. E se quest’aspettativa non si realizza, subentrano delusione e depressione. Dovremmo, invece, «liberarci dai clichè delle feste e guardare al Natale come a un'occasione di scambio di sentimenti piuttosto che un momento riempitivo, delle nostre ansie e vuoti interiori. 
 
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